1ª Tappa – 22 Aprile 2017
Bozen -> Kaltern (Bolzano -> Caldaro)

Partiti da bassano in treno alle prime luci dell’alba, cielo  terso, freddo, in treno sonno e poca voglia di chiacchierare. A Trento dopo un caffè cominciamo a riacquistare lucidità e via di corsa verso il treno per Bolzano, dove arriviamo alle 930 esatte. Ci avviamo verso piazza duomo, dove ci viene incontro l’ amico Georg Oberrauch, il proprietario della casa dove la tradizione vuole sia nato il beato Enrico. Ci abbracciamo da vecchi amici ormai, gli presento il gruppo di amici pellegrini: oltre a me, Bianca, Pierluigi, Mirka, Bruno e Anna. Ne approfitto per consegnargli qualche copia della guida del b. Enrico e per concordare la data della presentazione a Bolzano che sarà il 10 giugno, giorno della  festività litrugica del Beato.

Ci raggiunge anche don Mario, parroco del  Duomo, entriamo insieme in chiesa per rendere omaggio prima a un nuovo beato della chiesa di Bolzano,  poi alle reliquie del b. Enrico conservate in un prezioso reliquiario collocato nell’abside , vicino all’altare maggiore. Qui riceviamo la benedizione e l’ augurio di buon cammino. Usciamo di chiesa, non senza esserci prima fatti apporre il sigillo della chiesa sulle Credenziali e via a passo svelto verso la ciclabile che porta a Caldaro. Una camminata non faticosa anche se impegnativo tra il verde sgargiante, i fiori e profumi delle colline intorno a Bolzano. Lungo una pista ciclabile frequentatissima da ciclisti ci avviamo verso Caldaro, dove arriviamo nel primo pomeriggio. Purtroppo, causa assenza del Padre guardiano, non veniamo accolti come previsto nel convento dei frati minori di san Antonio; dopo non senza qualche difficoltà ripieghiamo su un dignitoso alloggio in un BB a prezzi modici. Ricca cena in un locale del centro storico e poi a letto; domani ci aspetta la S Messa in parrocchiale.

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2ª Tappa – 23 Aprile 2017
Caldaro -> Egna

Percorso di media difficoltà, lungo sentieri che attraversano boschi e vigneti incantati tra le colline che sovrastano il lago di Caldaro. Panorami mozzafiato e profumo della vita che rinasce che ci fan dimenticare l’amarezza dell’accoglienza dei frati di Caldaro. Recitiamo il rosario, arrivando quasi d’improvviso davanti alla chiesa di san Vigilio di Castelvecchio, dove ci accoglie un grande affresco di san Cristoforo. Poi via di nuovo in mezzo ai boschi, sentieri in salita, Mirca è un  affaticata e l’ aspettiamo. Dopo qualche kilometro sbuchiamo in prati verdissimi  che degradano  verso il centro del piccolo borgo di Sella. La bella chiesa di San Maurizio è purtroppo chiusa, passiamo avanti sostando all’incrocio successivo davanti ad un crocefisso in legno; sembra uno dei tanti che segnano i crocicchi dei sentieri di montagna ma in questo notiamo anche, sotto il braccio destro del Cristo, un riquadro in legno con l’effige del beato Enrico, raffigurato con il rosario in una mano e l’ascia nell’altra. Sembra quasi darci un arrivederci. Ad un centinaio di metri sosta ristoratrice al ristorante Platen hof, il cui simpaticissimo gestore ci offre un abbondante piatto di speck, annaffiato da un ottimo ghevurztraminer. ..non ci saremmo più alzati ..Foto di gruppo con il proprietario a cui lascio una copia della guida e via di nuovo tra i vigneti verso san Giacomo in Kastelaz; piccolo strappo finale ed arriviamo davanti alla suggestiva ed antichissima chiesetta romanica che domnina da uno sperone l’intera vallata. Entriamo ad ammirare gli affreschi trecenteschi misteriosi ed affascinanti; alcuni di questi raffigurano il famoso “miracolo del Gallo” . Un modello iconografico molto diffuso lungo i grandi cammini iacobei in molte parti d’Europa.
Arriviamo finalemente ad Egna, bussiamo alla porta del Convento dei Cappuccini e qui ci sentiamo accolti con misericordia e affetto. Il silenzio e la pace che si respirano in quel piccolo convento rigerano mente e spirito.

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3ª Tappa – 26 Aprile 2017
Egna -> Lavis

Dopo colazione insieme con i frati nel refettorio austero e ricco di memorie usciamo dal convento e attraversiamo il paese lungo l’antica via portici, diretti all’ antico klosterle, uno  dei pochi ospitali di strada ancora esistenti in Europa centrale. La imponente struttura del XIV sec affascina ed emoziona, queste pietre raccontano ancora storie di pellegrini e viandanti. La vicina chiesetta romanica di san Floriano presidiava l’importante guado sul fiume Adige. Camminiamo lungo la ciclabile dell’Adige, con un cielo che non promette nulla di buono; recitiamo come ogni giorno il rosario e dopo qualche kilometro sosta per uno spuntino. Lasciamo la ciclabile e dopo un breve strappo lungo la via claudia Augusta arriviamo a  Pressano . In paese è appena finita la festa dell’ Ottava di Pasqua e ne approfittiamo… Un signore che poi afferma esser un collaboratore del parroco ci offre una bottiglia di vino e ci accompagna a visitare i tesori della chiesa parrocchiale e della vicina chiesetta di san Felice da Nola. Apre i cassetti della sacrestia e ci mostra i tesori tessili ivi contenuti. Riprendiamo il cammino e dopo un po arriviamo a Lavis; pernottiamo in un agriturismo in periferia del paese, dove veniamo accolti dai proprietari e raggiunti da Vittorio appena arrivato in treno da Solagna. Cena insieme ai padroni di casa ed al figlio scout in un clima veramente familiare, poi meritato riposo.

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4ª Tappa – 27 Aprile 2017
Lavis -> Pergine

Pioggerella alla partenza ma poi il beato Enrico ci protegge e nonostante folate di vento e nuvoloni arriviamo a Pergine senza pioggia. Tappa impegnativa con continui  saliscendi fino ad arrivare a mezza costa sulle colline che dominano Trento. E il percorso che ci consente di scollinare dalla val d’Adige alla valle del Brenta. Attraversiamo borghi antichi, piazzette solitarie con splendide fontane in pietra,  ornate da case signorili con stipiti in pietra rosa delle vicine cave di pila, passiamo per boschi,  vigneti e distese di ciliegi.   Entriamo per una preghiera nella Chiesa dell’Assunta di Meano, in cui ammiriamo l’immagine di san Giacomo in un elegante affresco seicentesco. Dopo il forte cantanghel arriviamo a Civezzano e ci fermiamo per pranzo in un tendone allestito dagli alpini, chiaccherate e risate. Molti dei presenti allegri ma non troppo ci chiedono informazioni sul nostro cammino.

Da Civezzano a Pergine ci fa compagnia il bravo Danilo che abita a Civezzano e ci è stato indispensabile guida per tracciare questo tratto di itinerario.  Arriviamo tutti molto stanchi a Pergine difronte alla chiesa dei Francescani, che non ci hanno ospitati perché mancava il padre guardiano. Inizia a piovere e ci aspetta una salita erta di 3 km per arrivare alla residenza delle suore della Misericordia, che sarà il nostro ospitale.  Questo tratto non era proprio previsto dal programma e siamo veramente stanchi; una brava person ci porta in macchina all’istituto Moretta, sull’altro versante della valle.

Le suore impietosite ci accolgono offrendoci un te caldo e indicandoci subito le nostre stanze; nessuno di noi pensa nemmeno lontanamente di allontanarsi sotto la pioggia dall’Istituto per cui accettiamo volentieri l’invito delle suore a cenare in refettorio.

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5ª Tappa – 28 Aprile 2017
Pergine -> Borgo Valsugana
 

Piove piove e fa freddo ..7 messa chiesetta suore della Misericordia poi colazione ottima e abbondante e giù per la discesa verso il paese.
Questi tre kiolmetri si aggiungono a quelli previsti dal tracciato
.

Dal centro di Pergine seguendo la guida arriviamo in località Masetti, poi qualche problema…non troviamo lungo la provinciale la freccia per la località Visintainer. Vediamo una freccia per il campo sportivo e pensione per cani e non ci facciamo caso invece è proprio quella giusta.

Perdiamo così un po di tempo sotto la pioggia…ma poi tutto si aggiusta.
Atmosfera magica sul lungo lago e a Levico sosta ristoratrice per poi si iniziare la lunga pista ciclabile fino a Borgo Valsugana.

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6ª Tappa – 29 Aprile 2017
Tappa Borgo Valsugana -> Primolano
Partenza di buon ora.
Non salutiamo nemmeno il parroco che ci ha gentilmente  ospitati ma lasciamo in regalo una guida e un donativo.
Immersi nella nebbia e nei nuvoloni bassi che promettono pioggia acceleriamo il passo saltando il caffè per evitare l’acqua che ci accompagna da ieri.
Lungo l’Adige…incontriamo greggi  di pecore che procedono in senso inverso; si stanno infatti gradualmente spostando
verso gli alpeggi.
Ad Ospedaletto…toponimo che rimanda ad antiche funzioni di ospitalità, incontriamo un amico pellegrino che ci offre la colazione.
La chiesa del paese è dedicata a Sant’Egidio…
Ripartiamo verso Grigno, distante una decina di km, dove ci fermiamo x un aperitivo.
Cerco il parroco perché voglio assolutamente visitare la chiesa sconsacrata dedicata a San Giacomo.
Sono stato qui un sacco di volte e l’ho sempre trovata chiusa.
Questa volta il Beato Enrico guida i nostri passi e troviamo il  parroco che ci accompagna nella visita.
L’interno è molto gradevole, con lacerti di affreschi di difficile lettura.
Ripartiamo dopo un pò, camminando di buona lena e arriviamo verso le 14:15 a Primolano, riuscendo ad evitare un nuovo acquazzone!

 

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7ª Tappa – 28 Aprile 2017
Tappa Primolano -> Bassano
Partiamo da Primolano di buon mattino…camminiamo guardando il cielo carico di nubi che promettono pioggia. Promessa mantenuta; dopo un po’ inizia a piovere, poi a diluviare.
Ombrello o poncho? Ombrello…
Ci fermiamo davanti alla pizzeria Cornale sperando in un caffè, ma è chiusa. Lì vicino ci fermiamo di fronte ad una piccola edicola della Madonna del Pedancino. Una curiosa e sconosciuta dedicazione. Scopro che si tratta della Madonna venerata in un santuario di Cismon del Grappa ed è considerata la protettrice della valle del Brenta.
Quasi addossata all’edicola mi colpisce una stele con la stella di Davide con una scritta in ebraico. Si fa memoria di un soldato ebreo caduto nella grande guerra, forse austriaco. Chissà se questa contiguità tra edicola cristiana e stele ebraica fu casuale, recitiamo il rosario mentre la pioggia continua incessante. Attraversiamo tanti piccoli borghi ognuno identificato da chiesetta e campanile; siamo immersi prima nella pioggia, e, dopo tre ore di cammino, avvolti dal verde luccicante delle pareti scoscese delle montagne circostanti, illuminate dal sole.
Vittorio che è di Solagna ne consce ogni anfratto e mi indica kilometro dopo kilometro gli accessi dei sentieri che portano dal canale del Brenta agli altopiani di Asiago, primo fra tutti la via del tabacco. Verso le 11 sostiamo a Valstagna per un saluto alla farmacista amica di Vittorio che mi racconta che lo scorso anno ho consegnato le credenziali al figlio partito da S. Jean per il cammino di Santiago. Ogni cammino è fatto di coincidenze che non sai mai se attribuire al caso o no. Lasciamo una guida in omaggio e dopo un prosecchino ci rimettiamo in cammino…
Tira vento in valle ma il sole resiste e allontana le nuvole. Verso le 13 ci fermiamo a Solagna dove abitano i miei amici pellegrini Vittorio e Anna. Attraversiamo il centro storico e, dopo un aperitivo a casa di Vittorio ci rechiamo a pranzo nella trattoria da Doro, un austero e nobile palazzetto di antichissima edificazione…forse in origine addirittura un ospitale. Ci accoglie, con cordialità e semplicità, Giovanni il proprietario, un simpatico omone dalla battuta sagace e colta. Ci offre il pranzo!! Mangiamo benissimo ma mi sento un po’ in colpa…i pellegrini non sono usi a questi agiatezze! Ci rimettiamo in cammino con una digressione x visitare la chiesa di Campese, dedicata alla Santa Croce. L’edificio, immerso nel verde è circondato da rogge gonfie di acque limpide e spumeggianti, conserva ancora i segni dell’antica e potente abbazia fondata niente meno che da un abate di Cluny Visitiamo poi anche il vicino antico molino sull’altro lato della provinciale x Bassano. Infine, sempre guidato dagli amici del luogo, scopro una piccola gemma: la Pieve di san Martino, di fondazione longobarda appollaiata su un dosso che domina la vallata a cui si accede da una ripida scalinata…
Stanchi, anzi spossati, ci portiamo all’ostello del istituto don Cremona di Bassano.

30 Aprile 2017
Tappa Bassano -> Castelfranco Veneto.
Colazione alle 7:00 in ostello Istituto Cremona, una struttura ben organizzata con 90 posti letto a disposizione dell’ospitalità povera.
Mentre prepariamo il caffè con la moka arrivano in cucina anche due ciclisti padovani che oggi faranno un percorso analogo al nostro. Facciamo colazione insieme e iniziamo a raccontarci le rispettive esperienze di cammino. Quante volte ti ritrovi a riflettere, magari con sconosciuti sul senso della fatica che stai compiendo…Quante volte lungo le strade di pellegrinaggio costruisci rapporti con chi cammina con te che rimangono e si consolidano nel tempo.
Partiamo dalla chiesa vecchia di san Giacomo minore di Romano d’Ezzelino, dove un tempo erano conservate 24 spade dette di San Giacomo a ricordo di una cruenta battaglia tra veneziani e tedeschi che si svolse nelle vicinanze durante la guerra di Cambray. Giornata luminosissima, camminare tra le verdi colline della pedemontana del grappa solleva mente e spirito. Arriviamo a Fonte alto dove facciamo sosta per colazione un pò prima della elegante chiesa parrocchiale, che domina superba il paese. Proseguiamo per Onè di Fonte e in località Lauro ci immettiamo sulla stretta stradina dal fondo sconnesso chiamata dai ciclisti Parigi Roubeaix.
Sosta a Spineda in trattoria per un altro spuntino. La proprietaria sente le nostre chiacchiere, interloquisce con noi e si appassiona e chiede la tessera della compagnia e il volume della guida del Cammino del Beato Enrico. Ci racconta anche delle sofferenze del paese incendiato dai tedeschi durante la seconda guerra Mondiale.
Ci immettiamo poi nel sentiero degli ezzelini che scorre tra le campagne lungo la pista del Muson. Alla vista di qualche campo di grano fiorito di papaveri Vittorio ci fa partecipi dei suoi ricordi di infanzia raccontando che i campi di grano erano talmente disseminati di fiori che” le vacche uscivano dal campo con le corna fiorite di papaveri e fiordalisi”.
A Castello di Godego ci fermiamo per una visita all’antichissimo sacello di san Pietro, forse il più antico edificio cristiano della castellana. Arriviamo finalmente a Castelfranco, accompagno gli amici in vicolo del Cristo nella foresteria dell’Oratorio.
Santa messa alla Pieve dove don Paolo ci ricorda nelle preghiere dei fedeli; tradizionale timbro sulle credenziali delle due parrocchie del Duomo e della Pieve e allegra conclusione della giornata a casa di Mirca.

01 Maggio 2017